COME SOSTENERE LE STARTUP: IL MENTORING

Il mentoring è un processo di accompagnamento attraverso il quale l’imprenditore esperto, definito mentor, mette a disposizione dello startupper la propria esperienza, le proprie conoscenze, le proprie competenze, la propria rete di relazioni. Il mentoring applicato alle startup può avere due obiettivi: monitorare la startup e fornire sostegno e rafforzamento della fiducia.

Il mentor, inoltre, è un figura necessaria, richiesta dalle istituzioni finanziarie, per concedere agevolazioni alle start up. Una startup è il frutto di un’idea e del lavoro di squadra di alcune persone che condividono un sogno: spesso l’unione deve essere mantenuta da una singola persona (il leader del team) che, fra mille sforzi, dovrà avere, più degli altri, la mente lucida e una capacità di lettura, più profonda, dei contesti in cui si opera. Queste capacità vanno sviluppate non solo con l’esperienza sul campo, ma anche facendosi affiancare da chi ha già affrontato lo stesso percorso. Il resto verrà da sé: la capacità di comporre una buona squadra, scegliendo persone motivate, e la volontà di lavorare in maniera efficace sull’idea d’impresa sarà la naturale conseguenza di un buon percorso di mentoring.

Il mentoring applicato alle startup si propone di realizzare due obiettivi:

  • Monitorare la startup;

  • Fornire sostegno e rafforzamento della fiducia.

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MONITORARE LE STARTUP

Il monitoraggio delle startup è diffuso dove è presente una cultura del capitale di rischio privato. Nei programmi relativi a finanziamenti delle startup, le istituzioni finanziarie forniscono un mentor come una delle condizioni “sine qua non” per accordare il finanziamento. In questo modo, oltre a fornire un sostegno consulenziale alla startup, il mentor ha anche un ruolo di “controllore” per assicurare che l’investimento venga utilizzato in modo appropriato. Le competenze chiave che agiscono in questo processo sono:

  • La capacità di offerta di consulenza aziendale da parte del mentor;

  • La capacità di valutazione del business plan dello startupper.

 

EMPOWERMENT: SOSTEGNO E RAFFORZAMENTO DELLE FIDUCIA

In questo caso oltre a fornire consulenza alle startup, il ruolo del mentor è quello di rafforzare nello startupper la fiducia e la capacità di avere accesso alle informazioni, ai finanziamenti e ad ulteriore formazione. Le competenze chiave che agiscono in questo processo sono:

  • La capacità di offrire consulenza aziendale (business plan, finanziamenti, tendenze dei mercati);

  • La capacità di fornire sostegno empatico, ascolto;

  • La capacità di condividere l’esperienza personale nella gestione dell’impresa;

  • La capacità di fare networking per gestire e attivare reti di relazioni. 

                                                                   

TIPOLOGIE DI MENTORING 

Si distinguono le seguenti tipologie:

  • Mentoring informale: il mentor e lo startupper si incontrano di propria iniziativa e concordano individualmente la durata e i contenuti del rapporto di mentoring.

  • Mentoring formale: un’istituzione (incubatore/acceleratore) agisce da intermediaria fra le parti coinvolte e predefinisce la struttura del rapporto.

  • Mentoring interno: un’impresa/istituzione promuove l’attività di mentoring fra i propri dipendenti/soci. Importante: un superiore diretto non può rivestire il ruolo di mentor, lo stesso, dovrebbe occupare una posizione situata almeno a due livelli gerarchici superiori rispetto al mentee (startupper).

  • Mentoring esterno: le due parti coinvolte nel mentoring operano in aziende diverse e il rapporto viene avviato da un’organizzazione esterna.  

  • Cross-Mentoring: varie imprese offrono congiuntamente un programma di mentoring e il mentor e lo startupper (mentee) provengono da imprese diverse.

Riteniamo che ogni startupper dovrebbe necessariamente fare un’esperienza di mentorship affiancandosi a un imprenditore già affermato. La logica vuole che, una volta deciso di affrontare un percorso di questo tipo, converrebbe scegliere imprenditori/mentor dello stesso settore, ma sarebbe utile immaginare anche esperienze differenti, magari affiancandosi a imprenditori che operano in ambiti diversi, poiché le qualità che si desiderano allenare possano essere più evidenti. Prendiamo come esempio gli incubatori di impresa o i percorsi di accelerazione: i team e i freelance che usufruiscono di questi servizi per sviluppare un’idea di impresa, sono affiancati da mentor che operano in qualità di consulenti nei processi di incubazione.

Al netto dei casi di successo indiscussi, il più delle volte i processi di incubazione non sono efficaci, specie per quei team composti da giovani che hanno poca se non alcuna esperienza di lavoro autonomo.   In questi e in altri casi, una ricetta efficace può essere quella di avere un mentor/imprenditore che possa trasferire il giusto entusiasmo, la giusta condizione emotiva e consigli preziosi su come leggere i contesti e i mercati in cui si vuole operare.

Ciò aiuta il team ad attivare il problem solving strategico per far sopravvivere la startup all’impatto iniziale con il mercato e costruire buone fondamenta per un’azienda competitiva e longeva. Chiunque debba intraprendere un percorso imprenditoriale, abbia bisogno di una dose iniziale di conoscenza dei propri limiti, quale naturale conseguenza di un atto di umiltà, che deve spingere tutte queste persone a ricercare un mentor o più mentor che possano cambiare la loro vita professionale.

È fondamentale per la qualità della relazione che si deve instaurare tra mentor e startupper, che essa di basi su una costante reciprocità. Perché ciò si verifichi occorre ricordare alcune avvertenze; il mentor:

  • Non incontra lo startupper per risolvere i suoi problemi, per prendere decisioni al suo posto;

  • Non è un consulente professionista, ma un consigliere saggio e onesto;

  • Non propone il proprio caso aziendale come l’unico valido punto di riferimento, ma propone diversi punti di vista;

  • Aiuta a superare le proprie paure interiori e le proprie insicurezze, primo ostacolo alla gestione corretta e vincente di una startup;

  • Aiuta a consolidare la fiducia nelle proprie capacità ed a prendere consapevolezza delle proprie potenzialità;

  • Aiuta lo startupper ad identificare i suoi problemi, ad analizzare le alternative possibili, ad effettuare scelte ed a prendere decisioni da mettere poi in atto.

 

 di Gerardo Urti - Consulente GU Capital - Socio & Membro Direttivo IBAN, Milano

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