3 Febbraio 2026

I DEAL DEL MESE DI GENNAIO 2026

Dopo un 2025 caratterizzato da performance straordinarie, con livelli di attività superiori sia al 2024 sia ai record del 2022, il mercato del private equity apre il 2026 con un segnale estremamente positivo.

Nel solo mese di gennaio sono stati annunciati 49 nuovi investimenti, un dato che rappresenta il livello più elevato mai registrato per questo periodo dell’anno e che segna un deciso incremento rispetto ai 33 deal dello stesso mese del 2025 (34 nel gennaio precedente).

Un avvio che conferma la solidità del comparto e la forte propensione degli operatori a cogliere opportunità di crescita.

Il mid market continua a essere il cuore pulsante del mercato, pur in presenza di alcune operazioni di dimensioni rilevanti. Le operazioni di buy out hanno rappresentato il 65% del totale, mentre il comparto infrastrutture ha inciso per un significativo 29%.

Particolarmente interessante il dato relativo agli add-on, che hanno raggiunto il 61% delle operazioni complessive: un chiaro segnale di come gli investitori stiano privilegiando strategie di consolidamento e crescita per linee esterne delle partecipate già in portafoglio, piuttosto che focalizzarsi esclusivamente su nuove piattaforme di investimento. È una dinamica che riflette un approccio industriale sempre più strutturato e orientato alla creazione di valore nel medio periodo.

Dal punto di vista geografico, il Nord Italia si conferma il principale polo attrattivo, con Lombardia e Veneto in prima linea. Positiva anche la performance del Centro Italia, che rappresenta il 22% delle operazioni, con Toscana e Lazio particolarmente dinamiche.

A livello settoriale, i comparti maggiormente interessati risultano essere prodotti industriali, ICT, servizi e alimentare, pur in presenza di una marcata dispersione che evidenzia un interesse trasversale degli investitori.

Da sottolineare, inoltre, il ruolo crescente degli operatori internazionali, che hanno realizzato il 59% delle operazioni concluse, un’incidenza superiore alla media degli ultimi anni e indicativa della forte attrattività del tessuto imprenditoriale italiano.

Sul fronte outbound, si registrano quattro acquisizioni dirette all’estero da parte di player italiani, oltre a cinque add-on con target straniero: un ulteriore segnale di maturità strategica e di capacità di competere su scala internazionale.